Nell’area dell’Arsenale di Venezia si è svolta la sesta edizione della Biennale di Danza contemporanea.
L`edizione è stata diretta per il quarto anno consecutivo dal coreografo e danzatore brasiliano Ismael Ivo che col titolo "Beauty" crea una nuova corrente di
scambio tra danza e mondo contemporaneo.
Inaugura il Festival "Slow Dancing", di
David Michalek: 46 brevi sequenze coreografiche, interpretate da altrettanti danzatori e coreografi, dilatate all`infinito e proiettate in simultanea su tre megaschermi, visibili per tutto il periodo del festival.
Il ricco
cartellone vede il
Ballet de Marseille di
Frédéric Flamand, che in "Métamorphoses" dà corpo alle fantastiche ibridazioni del testo di Ovidio; la
Bonachela Dance Company, in "Square Map of Q4", che innesca un cortocircuito tra umano e digitale.
L`afroamericana
Francesca Harper del Ballett Frankfurt di Forsythe, oggi leader di un gruppo di artisti con cui spazia dalla danza all`arte concettuale alla musica, presenta un pezzo ispirato al tema del Festival, "The Fragile Stone Theory ". E infine Alonzo King, raffinato esponente del rinnovamento del balletto classico, leader del
Lines Ballet.