Il documentario racconta dello scultore e musicista
Pinuccio Sciola, scultore autodidatta e artista di fama internazionale.
Vive e opera in Sardegna a San Sperate.
Artisticamente è cresciuto sulla scia di personalità dell’arte come Kokoschka, Kirchner, Marcuse, Minguzzi, Vedova. In
giro per l’Europa conosce e frequenta vari artisti tra cui Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Fritz Wotruba e Henry Moore.
Rientra nel suo paese natìo e lo trasforma in un
paese-museo. Così nei muri delle case di San Sperate, ritinteggiati prima completamente di calce bianca, vengono dipinti
giganteschi murales e nelle piazze vengono deposte varie sculture.
Ma la sua fama maggiore la ottiene con le
pietre sonore, sculture simili a grandi menhir (principalmente calcari o basalti) che risuonano una volta lucidate con le mani o con piccole rocce.
Le
proprietà sonore delle sculture sono realizzate applicando le incisioni parallele sulla roccia. Queste sculture sono capaci di generare dei suoni molto strutturati, con differenti qualità secondo la densità della pietra e l`incisione, suoni che ricordano il vetro o il metallo, strumenti di legno e perfino voce umana.